martedì 18 dicembre 2018
Graziano, Quinto
Curiosità

Perché tanta gente crede all’astrologia?

Nonostante tutte le verifiche fatte sull’astrologia dimostrino che le sue previsioni sono assolutamente arbitrarie, in tanti continuano a ritenerla un buon strumento per conoscere il futuro. Secondo un sondaggio Doxa del 1998, tra il 31 e il 53 per cento degli italiani dà fiducia all’astrologia, e molti di più leggono l’oroscopo.

Ciò avviene per vari motivi: perché credere che il nostro destino sia scritto negli astri è seducente, perché si ha l’impressione di affidarsi alla saggezza degli antichi... Ma l’astrologia sembra funzionare soprattutto perché è la persona che ascolta la profezia ad adattarla alla propria situazione, selezionando i risultati, identificandosi in descrizioni caratteriali molto vaghe, ricordandosi solo le previsioni indovinate e interpretando le altre.

Inoltre, nel caso in cui una predizione tanto attesa non si avveri, l’astrologo può sempre dire che non è colpa degli astri ma del cliente, che non li ha saputi interpretare. Tuttavia, secondo un sondaggio Usa del 2003 della Harris Poll, la credenza nell’astrologia sembra diminuire all’aumentare del livello di istruzione.


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Perché sulla Terra ci sono ancora lava e vulcani, mentre la Luna è fredda?

Fino a circa tre miliardi di anni fa la Luna possedeva anch’essa un’attività vulcanica, di cui restano a testimonianza i basalti, rocce scure analoghe a quelle che sulla Terra costituiscono i fondali oceanici e che sulla Luna hanno prodotto i cosiddetti mari.

Però la Luna è ben più piccola della Terra: la sua superficie è quasi 1/14 di quella terrestre e soprattutto il suo volume è circa 1/49. È per questo che si è raffreddata più velocemente e al suo interno non c’è più materiale caldo, il magma, che preme per uscire in superficie attraverso i vulcani.

Al contrario, l’interno del nostro pianeta ha una temperatura che si aggira sui 4300 °C.


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Perché si dice che i numeri 13 e 17 portano sfortuna?

Per quanto riguarda il 17, il motivo è da ricondurre al modo di scrivere questo numero in cifre romane: XVII. Anagrammanto diventa VIXI, in latino passato remoto del verbo vivere. Quindi «Io vissi», mentre ora sono morto.

Due le ipotesi invece sul numero 13. La prima richiama l’ultima cena di Gesù Cristo, celebrata da tredici commensali. L’altra ha radici anche in alcune religioni asiatiche, secondo le quali dei tredici spiriti che aleggiano interno al focolare domestico, dodici sono benigni e il tredicesimo è maligno.

La superstizione sul numero tredici appare evidente negli Stati Uniti, dove la numerazione dei piani di un palazzo omette il tredicesimo passando dal dodici al quattordici (anche, se di fatto, quest’ultimo rimane pur sempre il tredicesimo).


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Perché in Italia si risponde al telefono con «pronto»?

L’abitudine risale alle origini della telefonia, quando non esistevano gli indirizzatori automatici e i collegamenti tra chi chiamava e chi rispondeva erano effettuati manualmente da un operatore di centralino. Ricevuta la richiesta di collegamento, l’operatore attendeva di avere la linea a disposizione. Quindi, diceva a chi aveva chiamato che il collegamento era «pronto».

Da allora, si è conservata l’abitudine di rispondere in un modo che può apparire più brusco, per esempio, del cordiale inglese hello. Sembra peò che i primi utenti telefonici appartenessero al corpo militare, e che non fossero soliti perdersi in convenevoli.


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Perché il fattoriale di 0 è uguale a 1?

Il fattoriale di un numero n, indicato dalla scrittura n!, (si legge "n-fattoriale"o "fattoriale di n") è il valore numerico ottenuto dalla relazione 1x2x3….x(n-2)x(n-1)xn cioè il prodotto di tutti i numeri da 1 al numero n.

Ad esempio 3! (fattoriale di 3) è 6 poiché 1x2x3=6. E evidente che n!= n(n-1)! (formula di ricorrenza).

Il fattoriale del numero n indica il numero delle possibili permutazioni di un insieme contenente n elementi non ripetuti. Si prenda come esempio le permutazioni relative ad un insieme costituito dalle tre lettere ABC (o dai tre numeri naturali 1 , 2, 3). Esse sono: ABC, ACB, BAC, BCA, CAB, CBA, cioè 6 (il fattoriale di 3 è appunto 6).

Si dimostra che per ogni numero n il suo fattoriale corrisponde alle permutazioni possibili senza ripetizione di n oggetti.

Perché 0!=1?

Possiamo "dimostrarlo" in due modi.

» Deve essere sempre valida la legge di ricorrenza quindi: 1!=1x0! , ma 1!=1 dunque 0!=1.
» Un insieme costituito da zero elementi ha una, e una sola, permutazione possibile dunque 0!=1

Una nota curiosa da sottolineare è nell’uso del punto esclamativo per indicare questo operatore, si pensa sia dovuto alla meraviglia con cui cresce il fattoriale n! all’aumentare di n.

Ad esempio 21! è pari a 5,1091*1019 (ricordiamo che 1019 è il modo compatto per scrivere 10 seguito da 19 zeri, che corrisponde a 10 miliardi di miliardi!): questo fattoriale è importante perché indica il numero delle permutazioni possibili nell’alfabeto italiano.


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