Curiosità
Curiosità e perché sul mondo, cultura, natura e tanto altro ancora con domande e risposte.

Perché i 2 standard di Dvd si chiamano + (più) e - (meno)?

Esistono diversi tipi di Dvd perché sono stati realizzati da aziende diverse: per esempio, è stata la Pioneer a lanciare il formato "-" (minus), oggi sostenuto anche da Toshiba, Panasonic, Teac, Asus e Yamaha. Sembra che in origine il segno "-" avesse solo il significato di un trattino, per separare la sigla Dvd dalle lettere che ne identificano la possibilità di scrivere una sola volta ("r") o più volte ("rw"): i primi Dvd-, però, non avevano una totale compatibilità con i lettori da tavolo.

Philips, Hp, Nec e Ricoh proposero il formato "+" (plus): grazie a migliorie costruttive, doveva ottenere una migliore compatibilità con i lettori.

La capacità dei due formati è identica (4.482 Mega byte) ma i masterizzatori Dvd+ possono scrivere con una modalità che riduce i tempi di accesso al disco e con tracce più vicine, che rendono il Dvd più "leggibile".


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Esistono le bolle di sapone cubiche?

Sì!, e realizzarle è piuttosto semplice. Basta preparare una soluzione di detersivo liquido e acqua, e costruire un telaio cubico con sottili barrette metalliche. Immergendo il telaio nella soluzione vedremo comparire una bolla cubica con le pareti leggermente rigonfie verso l’esterno (il che denota che la pressione al suo interno è maggiore di quella esterna). Le bolle infatti assumono configurazioni diverse, dipendenti dalla forma del supporto sul quale si formano, e seguono rigide leggi matematiche: le "leggi di Plateau" che si fondano sul concetto che le pellicole di acqua saponata si dispongono nello spazio in modo da occupare sempre la minor superficie possibile. È per questo che generalmente le bolle sono sferiche: a parità di volume la sfera infatti ha la superficie minima.


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Cosa è il Grande Attrattore?

In astronomia, il Grande Attrattore è un’anomalia gravitazionale che si trova al centro del superammasso locale, che sta attraendo le galassie di una regione circostante grande centinaia di milioni di anni luce.

Queste galassie sono tutte spostate verso il rosso in accordo con la Legge di Hubble, come se si stessero allontanando da noi e ognuna dall’altra. Ma ognuna mostra, sovrapporto a questo spostamento, un moto generale sufficiente a rivelare una concentrazione di massa equivalente a decine di migliaia di galassie.

Questa concentrazione, scoperta nel 1986, si trova ad una distanza compresa tra 150 e 250 milioni di anni luce (250 è la stima più recente), nella direzione delle costellazioni dell’Hydra e del Centauro. Nelle sue vicinanze si trova una maggioranza di galassie grandi e vecchie, molte delle quali sono in collisione con le loro vicine, e spesso emettono grandi quantità di onde radio.

Sembra che la concentrazione sia dominata dall’ Ammasso della Norma (ACO 3627), un massiccio ammasso di galassie. I tentativi ulteriori di studio di questo fenomeno trovano difficoltà a causa della direzione di osservazione, vicino al piano della nostra Via Lattea e quindi oscurata da grandi quantità di gas e polveri.


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Cosa accadrebbe al corpo di un astronauta se fosse «denudato» nello spazio?

La tuta spaziale indossata dagli astronauti durante le attività extraveicolari (in inglese EVA - Extra Vehicular Activity) è il risultato della tecnologia più sofisticata. Il suo ruolo è molteplice. Deve consentire la respirazione, difendere dagli sbalzi di temperatura e proteggere l’astronauta dalla radiazione spaziale. Infatti, l’ambiente spaziale circostante la Terra, riempito di sciami di particelle ad alta energia e di radiazione ionizzante, è impietosamente severo con le cellule umane che vengono attaccate. La radiazione spaziale è infatti essenzialmente radiazione ad alta energia, che trasporta particelle cariche le quali, data la loro alta velocità, possono facilmente penetrare nelle cellule viventi conservando energia sufficiente a rimuovere gli elettroni liberi delle molecole che formano la cellula e interrompendo le normali funzioni della cellula stessa.

Tuttavia, il ruolo principale della tuta spaziale è forse quello di proteggere l’astronauta dal vuoto, un ambiente a pressione zero che sarebbe letale a qualsiasi essere umano, facendo entrare il sangue in ebollizione e congelando all’istante le restanti parti del corpo. Un liquido comincia infatti a bollire quando la pressione esterna risulta essere minore o uguale alla pressione di vapore del liquido. Nelle condizioni ambientali che si ritrovano nello spazio a pressione zero, i liquidi contenuti nelle cellule umane comincerebbero pertanto a bollire immediatamente.

Contemporaneamente si avrebbe una rapidissima diminuzione della temperatura delle altre parti del corpo. Il calore del corpo umano è l’unica sorgente di energia che permette l’ebollizione dei liquidi presenti nell’organismo. Ecco quindi che all’ebollizione istantanea di quest’ultimi dobbiamo associare il congelamento del resto del corpo.

C’è poi un altro elemento che va tenuto in considerazione. I tessuti cellulari che contengono aria comincerebbero a espandersi indefinitamente a causa della pressione zero all’esterno. Il corpo di un astronauta denudato nello spazio finirebbe quindi per scoppiare come un palloncino.

Ecco quindi tre buone ragioni che giustificano perchi le tute spaziali devono essere appositamente pressurizzate: evitare che i liquidi presenti nell’organismo comincino a bollire; evitare che di conseguenza il corpo umano si congeli, perché il calore interno è l’unica fonte di energia affinchi sangue e liquidi comincino a bollire; e in ultimo evitare che il malcapitato astronauta, ritrovatosi improvvisamente senza tuta spaziale, si gonfi e scoppi come un palloncino.


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Come si sono formati e di cosa sono fatti gli anelli di Saturno?

Il sistema di anelli di Saturno è costituito da una miriade di particelle, polvere, ghiaccio, silicati, materiali ferrosi, anidride carbonica ghiacciata formatisi probabilmente dalla collisione di qualche satellite con una cometa o un meteorite.

Gli anelli, inclinati di circa 28° rispetto al piano su cui il pianeta orbita attorno al Sole, si dispongono in un disco sottile, del diametro di 275.000 Km ma spesso soltanto 3.

Il signore degli anelli
Esistono tre anelli principali più altri quattro secondari, ma tutti insieme riflettono la luce. Per distinguerli sono stati divisi dalle prime lettere dell’alfabeto. L’anello A (quello più esterno) possiede al suo interno una sottile lacuna chiamata divisione di Encke. Il B è quello centrale, più largo e brillante. L’anello C, più interno a quello B, è invece quasi trasparente.

Uno scopritore di prestigio
Furono osservati per la prima volta da Galileo all’inizio del ’600, ma fu Christian Huygens a identificarli con più precisione nel 1655. Di tutti i pianeti del sistema solare, Saturno è sicuramente il più affascinate. È l’ultimo dei pianeti visibili ad occhio nudo. La sua orbita intorno al Sole (dal quale dista 429 milioni di km) si compie in 29,5 anni terrestri.


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