giovedý 18 ottobre 2018

Curiosità sulla festa di San Valentino

Cosa mangiavano i personaggi della storia prima di un appunta-mento d'amore?
Quali cibi consideravano afrodisiaci?

Casanova: simbolo dell'arte amatoria si affidava all'effetto afrodisiaco delle ostriche e prima di un incontro amoroso ne consumava ben 50.

Paolina Bonaparte: ogni mattina un robusto servitore la portava in braccio, nuda, alla vasca da bagno, servendole la colazione. Ed era un primo pasto proprio a base di ostriche fresche e champagne che la preparavano alle scappatelle amorose della giornata.

Cleopatra: si avvaleva della morbida pasta di miele e mandorle (e i suoi favoriti, si narra, perdevano il senno, se consumata secondo rituali qui irripetibili). Inoltre amava le noci.

Attila: credeva nel potere stimolante del miele e, di conseguenza, dell'idromele (si racconta che il giorno delle sue nozze ne avesse bevuto in tali quantità da soccombere a un attacco cardiaco…).

E ancora Madame du Berry, il Marchese de Sade, Luigi XIV e Napoleone ebbero una fede incontrollabile nelle virtù del tartufo; mentre Madame Pompadour si limitava ad aromatizzare i suoi abiti con la vaniglia.

Shaskespeare: consigliava le erbe aromatiche menta, lavanda e rosmarino, come stimolante per gli uomini di mezza età.

Il Dio greco dell’amore: Eros

Eros nella mitologia greca era il dio dell'amore.
Nelle origini non era considerato divinità, ma pura forza ed attrazione: per Omero infatti rappresentava quell' attrazione irresistibile che due persone sentono uno per l'altro e che può portarli a perdere la ragione o alla distruzione.
La tradizione greca (da cui è molto lontana l’immagine della moderna tradizione classicistica, che raffigura Eros come un fanciullo grazioso e indisciplinato, figlio di Afrodite) avvolge la sua nascita delle tenebre più sacre, come si confà all’evocazione prima di un dio estraneo allo stesso consesso olimpico e partecipe piuttosto della sfera delle grandi divinità primordiali, misteriose e prive di volto. Esiodo afferma nella Teogonia che Eros apparve nell’universo durante l’ora più remota della cosmogonia, subito dopo il Caos e Gea, la Terra. Il dio dell’amore esercitò per la prima volta la sua influenza, suscitatrice di desiderio, sulla coppia Cielo e Terra, che già era venuta alla luce grazie alla presenza di Eros; dalla coppia primordiale nacquero Oceano e Teti, che subirono anch’essi l’influsso di Eros e così ebbero inizio le generazioni divine, prototipo e preludio di quelle umane. Contro la tendenza a considerare Eros come uno dei grandi dei, si innalza la dottrina presentata sotto la forma di un mito da Platone nel Convito, e che egli pone in bocca a una sacerdotessa di Mantinea, Diotima. Eros sarebbe un "demone", intermediario fra gli dei e gli uomini ed è nato dall’unione di Poros ("l’Espediente") e Penia ("la Povertà"), nel giardino degli dei, dopo un grande festino al quale erano state invitate tutte le divinità. Alla sua doppia parentela Eros deve caratteri assai significativi: sempre alla ricerca del suo oggetto, come Povertà, sa sempre ideare un modo per giungere al suo scopo (come Espediente). Ma, lungi dall’essere un dio potentissimo, è una forza perpetuamente insoddisfatta e inquieta.

Chi era Cupido?

Cupido ha sempre avuto un ruolo importante nel campo dell'amore e degli innamorati. E' raffigurato come un bambino dispettoso e alato, le cui frecce causano a chi ne è colpito un profondo ed immediato innamoramento. Nell'antica Grecia era conosciuto con il nome di Eros, giovane figlio di Afrodite, la dea della bellezza e dell'amore. Per i romani era Cupido, figlio di Venere.
Una leggenda narra la storia di Cupido e di Psiche. Psiche era una ragazza mortale molto amica di Cupido ma Venere, gelosa della bellezza di lei, ordinò a suo figlio di punire la superba mortale. Cupido, invece, si innamorò profondamente di lei, la sposò, ma, alla condizione che ella non avrebbe guardato mai il suo sposo. Psiche viveva felicemente, fino al giorno in cui le sue sorelle la convinsero a guardare Cupido, il quale la punì andandosene.
Disperata, si mise a cercare il suo amore, e nel suo cammino si imbatté in un tempio di Venere. La dea era ancora intenzionata a tormentare la ragazza quindi la sottopose a una serie di prove sempre più impegnative e pericolose. Come ultima Venere dette a Psiche una piccola scatola che doveva portare nel regno dei morti. La dea le disse di prendere un po' della bellezza di Proserpina, la moglie di Plutone, e di metterla nella scatola. Venere le consigliò di fare molta attenzione e di evitare assolutamente di aprire la scatola. Ma Psiche non resistette alla tentazione e la aprì, e invece di trovare una parte della bellezza di Proserpina trovò un sonno mortale. Cupido trovandola senza vita, si riprese il sonno dal suo corpo mortale e lo ripose nella scatola.
Cupido e Venere perdonarono Psiche, e per premiarla per l'amore dimostrato la elessero a dea.

La rosa: "Regina dei Fiori"

E’ il fiore coltivato più antico, la prima di cui si abbia conoscenza, infatti, cresceva in Asia circa 5000 anni fa.
La rosa rossa e' sinonimo di femminilita'. L'armonia e la pienezza del bocciolo rievocano alla forma dell'utero, i petali ricordano la dolce figura della donna, il rosso e' il colore della passione, del sangue e della forza della vita. La rosa e' stata una gran protagonista nella storia. La famosa poetessa di Lesbo, Saffo, la chiamo' "regina dei fiori". Il filosofo Epicuro aveva ad Atene un giardino ricco di rose perche' cogliere una rosa ogni mattino, lo riteneva uno dei piu' grandi piaceri della vita. Cleopatra accoglieva i suoi amanti cospargendo sul letto e sui mobili rose profumate. Una leggenda narra che Marte nacque da una rosa, per questo e' considerato il "protettore dei giardini". Nella Bella e la Bestia, Bella chiede un dono a suo padre: una rosa che non appassisce mai che la fara' innamorare della Bestia. Anticamente la rosa era conosciuta come il fiore di Venere e, secondo antiche fonti, il suo colore originale era bianco. Fu il potere divino che la trasformo' rossa. I romani la utilizzavano per fare ghirlande e per aromatizzare i dolci e non solo: essendo fiori molto costosi, venivano fatti tappeti di petali di rose per accogliere il ritorno degli eroi. Nel mondo Arabo la rosa e' legata al culto religioso: questo fiore rappresenta i cinque segreti di Allah. Si narra che la rosa bianca nacque dal sudore di Maometto quando scalo' la montagna sacra. Anche il Cristianesimo fu affascinato da questo fiore: si sostenne che la rosa bianca divenne rossa perche' bagnata dal sangue di Gesu'. La rosa e' stata simbolo di alcuni conflitti. In Inghilterra e' famosa per la "guerra delle due rose" che vide protagoniste due famose casate inglesi: la rosa bianca, emblema della casa degli York, la rosa rossa simbolo della casa dei Lancaster. Lo scontro termino' con la vittoria di Enrico VII Tudor, il quale volle dipingere la rosa rossa nello stemma dei reali inglesi, come simbolo di pace. Ma perche' le donne sono tanto affascinate dalle rose? Forse perche' fin dai tempi antichi erano impiegate per fare polveri e tinture che risolvevano problemi legati al mondo femminile. Culpeper, farmacologo del XVII secolo, disse che i prodotti a base di rosa alleviassero i flussi mestruali abbondanti, il mal di testa e il mal di denti e che curassero dolori all'utero. Nel Seicento e nel Settecento, ed oltre, la rosa divenne studio di appassionati che si sbizzarrirono a fare incroci e, i risultati piu' intriganti, vennero dedicati a dame e personaggi importanti. Da allora sono state create un gran numero di varieta' di rose: a fiore unico, solitarie, profumate o inodore, dai petali colorati, sfumati e rose che fioriscono tutto l'anno. La rosa piu' recente e originale e' quella blu. Se vi regalano delle rose e volete farle durare piu' a lungo possibile, accorciate il gambo tutti i giorni con un taglio obliquo.

Quelle strane “X”che significano baci

Vi siete mai chiesti da dove derivi l’uso comune, nello “slang” dei cellulari, di utilizzare una "X" per indicare il “bacio”? Nel mondo anglosassone, sempre più diffusamente, alla fine di una lettera si usano mettere 3 o più X. Questi segni significano “baci”.
L’origine di questa consuetudine è da ricercarsi nel costume medioevale, quando gli analfabeti firmavano i documenti davanti ai testimoni con una X e baciavano tale segno per dimostrare la loro sincerità. Quindi, la X divenne con il tempo sinonimo di bacio.
Ma perché si usava la X per rappresentare il proprio nome? Le possibili spiegazioni sono due: la prima è che la X rappresenta una croce, in particolare quella di San’Andrea. Probabilmente con tale segno cristiano si suggellava un documento nel nome del martire, che fu uno degli evangelizzatori del Regno Unito. Fu solo più tardi che si pensò alla X come ad una lettera dell’alfabeto e non più da associare solo ad una croce. La seconda possibile spiegazione è che nell’antichità si usava suggellare un documento nel nome di Cristo, e il Messia veniva di solito rappresentato, dalla
chiesa cristiana, nella forma più semplice, proprio con una croce. Un simbolo di sofferenza e martirio è insomma diventato segno di amicizia e amore. L’iter comunque è giusto, la croce, per i cristiani, rappresenta sì la morte ma anche la Resurrezione, la vittoria della vita sulla morte. E anche il segno dell’amore di Dio per l’intera umanità.

La canzone d’amore più antica del mondo

La canzone d’amore più antica del mondo ha ben 4.000 anni, la cantavano gli antichi Sumeri e, almeno simbolicamente, parla anche un po’ di turco. La canzone è stata scoperta e tradotta da una studiosa turca ( Muazzez Ilmiye Cig ).
La canzone d’amore più antica del mondo, che non ha titolo, è composta da tre strofe di quattro versi ciascuna.
La tavoletta fa parte di un corpus rinvenuto nel 1952 a Nord di Bagdad, in tutto 2.462 tavole. Ai tempi del ritrovamento, l’équipe non aveva capito che quelle tre strofe che parlavano di passione sfrenata e di matrimonio fossero in realtà una canzone. Trattandosi di un componimento in cui una donna si rivolge al suo novello sposo, all’inizio credevano si trattasse di una formula tratta da qualche cerimoniale. Ma la dolcezza del tono e il riferimento all’attività sessuale e alla fertilità del matrimonio hanno fatto sorgere il dubbio che avesse una destinazione diversa. E infatti fu scritta dalla moglie del re sumero Susin per celebrare il primo anniversario del loro matrimonio, 4.000 anni fa. Su alcune tavolette dello stesso corpus si racconta che la canzone fu eseguita durante un imponente banchetto e con un gran seguito di danzatrici e musici. E anche la struttura omogenea delle strofe farebbe pensare che fu cantata. Dopo il banchetto, poi, si diffuse fra il popolo. Oggi la tavoletta si trova in una sezione speciale del Museo archeologico di Istanbul, dove Muazzez Ilmiye Cig è stata direttore per decenni.

Il Crisantemo rosso significa "Ti Amo"

Il Crisantemo è per noi il fiore dei morti e richiama malinconia e tristezza: chi mai potrebbe permettersi di regalarlo a una sposa o a una fidanzata? Questo perchè in Italia è arrivato solo nel secolo scorso, e fiorisce in autunno tra ottobre e novembre, quando cade la commemorazione dei defunti. In Cina, Giappone, e nei Paesi anglosassoni è, invece, simbolo di gioia, vitalità e pace. In Cina e Giappone viene regalato alle spose, in Inghilterra in occasione delle nascite. Il Crisantemo rosso significa “Ti Amo”, quello bianco “Verità”.

 

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