Poesie d'amore
Raccolta unica ed esclusiva di poesie d'amore. Una poesia un gesto d'amore per far sapere alla persona che ami che quanto è importante per te.

PARTE III
Da i 100 sonetti
(Pablo Neruda)

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T'amo senza sapere come, nè quando nè da dove ,
t'amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.


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Allora conobbi l'amore.
(Pablo Neruda)

Allora conobbi l'amore.
Ma quanto ero remoto
dal lagnarmene!
Deciso a seppellirlo
in un eterno silenzio,
senza tema
e senza ritegno
mi abbandonavo
a codesto
delizioso sentimento.
Ogni giorno accresceva
il suo dominio.
Presto il piacere di vedervi
si mutò in bisogno.
Eravate assente
un momento?
ecco che il cuore
mi si stringeva di tristezza;
al rumore
che annunciava
il vostro ritorno
palpitava di gioia.
Non esistevo
più che grazie a voi,
e per voi.


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Il tuo sorriso
(Pablo Neruda)

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.


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Corpo di donna
(Pablo Neruda)

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu appari al mondo nell’atto dell’offerta.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
E fa saltare il figlio dal fondo della terra.
Fui deserto come un tunnel: Da me fuggirono gli uccelli,
e in me la notte forzava la sua invasione poderosa.
Per sopravvivere ti forgiai come un’arma,
come freccia nel mio arco, pietra nella mia fionda.
Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah, le coppe del seno! Ah, gli occhi d’assenza!
Ah, le rose del pube! Ah, la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia:
Mia sete, mia ansia senza limite, mia strada indecisa!
Oscuri alvei da cui nasce l’eterna sete,
e la fatica nasce, e l’infinito dolore.


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Ricongiungimento
(Antonia Pozzi)

Se io capissi
Quel che vuol dire
- non vederti più -
credo che la mia vita
qui – finirebbe.
ma per me la terra
è soltanto la zolla che calpesto
e l'altra che calpesti tu:
il resto è aria in cui
- zattere sciolte -
navighiamo a incontrarci.
Nel cielo limpido infatti
sorgono a volte piccole nubi
fili di lana
o piume - distanti -
e chi guarda di lì a pochi istanti
vede una nuvola sola
che si allontana.


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