Racconti di Diari
"Cara Amica ti scrivo"
Mia cara,
spero che tu abbia le migliori notizie per tua madre ( quella santa donna ).
Capisco la tua apprensione perché anch'io ho una madre che mi dà non poche preoccupazioni.
Più che con un libro un sicuro successo lo otterrei pubblicando le cartelle cliniche di mia madre.
Vecchia cardiopatica, angina pectoris, valvola mitralica ( si dice cosi ? ) bloccata, ipertensiva, poliartrite, artrosi deformante alle ginocchia ed alle mani, protesi dell'intero ginocchio destro ( tipo unico mai installata prima e forse già pubblicata nelle riviste specializzate ) e come se non bastasse è in dialisi da due anni, decine di ricoveri per collassi, un infarto, due travasi di liquido nei polmoni, ecc.

Non scherzo è tutto vero. Ormai quando mia madre è in ospedale entro a tutte le ore anche quando non è permesso, mi conoscono tutti sia perché per la mia mole passo proprio inosservato e sia perché quando entro dico con voce fiera " Abbonato ". Il custode ride e mi fa passare. Anche questa è Napoli.
Sai cosa le dico per tirarla su? " Non preoccuparti a te per atterrarti devono prenderti a schioppettate " e lei ride di cuore.
La cosa strana è che quando si riprende dal coma la prima cosa che chiede è di mangiare perché è affamata e lì io mi tranquillizzo considerando l'evento ormai superato.

Sono sempre allegro è vero ma quando mi arrabbio guai, mi scateno, divento violento, sono una furia guai a chi mi capita sotto e la mia voce mi hanno detto che diventa spaventosa. Anche quando mi arrabbio con mio figlio mi rendo conto che lui mi guarda quasi terrorizzato e sapessi quanto mi fa male. Allora mi calmo subito. Per fortuna che capita
quasi mai e da quando me ne sono accorto con lui cerco di non arrabbiarmi più. Prometto di non farlo mai più ( va bene? veramente te lo avevo già promesso ).

Questo sì che è da raccontare.
Quando mia madre si è ricoverata per essere impiantata la fistole per la dialisi un dottore molto giovane l'ha interrogata
per redigere il quadro clinico preesistente e la sua faccia si trasformava man mano che lei raccontava, anzi elencava, tutte le sue operazioni ed i suoi mali ( tutti veri purtroppo ).
Alla fine le mie sorelle ed io siamo usciti dalla studiolo perché non riuscivamo più a trattenerci dal ridere. Poverello sarà ancora in dubbio se crederci o no.

Non mi parlare di km. in auto quest'anno ne ho fatti circa 35.000 in auto e 4.000 in moto, sapessi che bello. Il fatto è che guidare continua a piacermi. Anzi domani vado a Vallo della Lucania passando prima per Eboli lì però non mi fermo come qualcun' altro ) e sono contento di farmi una bella passeggiata.
Il segreto sta nel guardarmi intorno sia quando guido che quando sono sul posto. Ho scoperto dei posti e dei paesini qui giù che non hanno nulla da invidiare alla Toscana od all'Umbria. Anche ben tenuti, ma perché non sono mai pubblicizzati? Che rabbia.
A volte mi fermo e li fotografo.


Mia dolce amica, sai una cosa strana ? Quando ti scrivo mi sembra quasi che tu sia qui a sentire. Le percezioni dici tu?


Una volta in vacanza alle Canarie io e mia moglie avemmo lo stesso sogno.
Avevamo sognato la nonna di mia moglie alla quale volevamo molto bene anche se per mia moglie non era proprio la nonna ma la seconda moglie di suo nonno. Una donna dagli occhi blu e profondi, infinitamente dolci.
Allora telefonammo a casa per avere sue notizie. Ci risposero che stava bene cosi come quando l'avevamo visitata poco prima di partire.
Restammo comunque perplessi. Al rientro in Italia invece scoprimmo che proprio la notte del sogno la nonna se n'era andata. Cosa pensare di ciò? Non lo so ma qualcosa esiste.
Qualcuno dice che la quarta dimensione è proprio quella della percezione che noi uomini non riusciamo a vedere soltanto perché siamo tridimensionali, ma che in eventi straordinari, con affetti particolari e quindi di intese altrettanto particolari, riusciamo malamente ad avvertire.

Mia madre quando è in coma la sento chiacchierare con la madre che le tiene la mano. Bah! cosa dire?
A volte penso che se improvvisamente io dovessi morire resterei di forza vicino a mio figlio, almeno fino a quando non sia in grado di cavarsela da solo. E quando?
Beh, adesso però non ti commuovere con tutte queste cose che ti ho raccontato.

Allegria, stai allegra, amica mia. Il tuo, sempre virtuale amico.

Autore: Ciro Bauduin



 
 
Ciccina.it® 2003-2020 © Tutti i diritti riservati.
Art Design | Contatti Staff | Copyright | Feed RSS | Cerca siti e collegamenti | Seguici su: Facebook Google+